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RASSEGNA TEATRALE 2022

 SULLA PAGINA “BIGLIETTERIA”  SONO DISPONIBILI LE PRENOTAZIONI AI SINGOLI SPETTACOLI.

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Una rappresentazione sotto la regia di Lazzaro Calcagno  Tratto dall'antologia di Spoon River, una raccolta di poesie in forma libera e ognuna di esse è l’epitaffio di un defunto abitante di un’immaginaria cittadina - Spoon River appunto - che racconta sé stesso; pubblicata tra il 1914 e il 1915 da Edgar Lee Masters è in realtà ispirata ad alcuni dei veri abitanti dei paesini di Lewistown e Petersburg, vicino a Springfield nell’Illinois che si offesero tantissimo nel leggere le loro vicende e i loro inconfessabili segreti. Difatti nell’antologia i defunti parlano liberamente in prima persona delle loro vite, dei loro peccati e debolezze non avendo più nulla da perdere, poiché giacciono ormai nel cimitero locale. Nell’epoca fascista Fernanda Pivano tradusse l’antologia, innamorandosi dei versi di quel libro all’epoca proibito, pubblicato poi da Einaudi con l’improbabile titolo di Antologia di S.River; la Pivano pagò comunque con la prigione questa audacia, non rinnegandolo mai. Nel 1970 un giovane Fabrizio De André lesse i versi dell’antologia e riconoscendosi in alcuni dei personaggi scelse nove poesie e riadattandone il testo, le musicò, con la collaborazione di Giuseppe Bentivoglio e Nicola Piovani. Nacque così il suo quinto album di inediti : «non al denaro non all’amore né al cielo» . Nella rappresentazione le anime che parlano si alternano con la riproduzione dal vero dei brani del disco. Le anime sono interpretate dagli attori Antonio Carlucci, Sara Damonte, Antonella Margapoti e Manuela Salviati. Le canzoni di De Andrè sono riprodotte da Matteo Troilo e dal gruppo London Valour Tribute band. L’insieme dà vita a uno spettacolo di forte impatto emotivo. I brani del disco vengono riprodotti tutti e nove, a partire da ‘la collina’, con il refrain ‘dormono, dormono sulla collina’ ripetuto più volte come filo conduttore passando per ‘il suonatore Jones’ (libertà, l’ho vista dormire nei campi coltivati... libertà, l’ho vista svegliarsi ogni volta che ho suonato) e ‘un giudice’ (cosa vuol dire avere un metro e mezzo di statura, ve lo rivelan gli occhi e le battute della gente..) Fino a finire con ‘un ottico’ (non più ottico, ma spacciatore di lenti per improvvisare occhi contenti) mentre i personaggi parlanti sono in numero maggiore, anche per dare voce ai personaggi femminili che nel disco non avevano avuto spazio. Incontriamo così Aner Clute, la prostituta, Sonia la russa, Minerva Jones, la poetessa e tante altre. Le loro voci ci raccontano la vita in una piccola cittadina rurale, mettendo a nudo le meschinità e la realtà, demistificandola.

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teatro dell albero 2

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RASSEGNA 2021

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